Andalusia

Pubblico su foodforphoto il post relativo al mio viaggio in Andalusia fatto nel 2010 pubblicato nel mio vecchio blog (balarmuh.com). Sarà solo in italiano, ma le foto (fatte con Canon EOS D400 Digital) parleranno per tutti.

I publish here in foodforphoto the post related to my trip in Andalusia (Spain) in 2010 that I published in my old blog (balarmuh.com). Unfortunately will be only in Italian, but the photos (made with Canon EOS D400 Digital) will speak a common language for everyone.

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Ho trascorso 5 giorni fantastici in Andalusia dal 1 al 5 gennaio 2010, dove ho avuto modo insieme a mia moglie Michela di visitare nell’ordine: Siviglia, Granada, Jerez de la Frontera, Cadiz e Gibilterra. Qui di seguito ho provato a riassumere ricordi e sensazioni, con l’aiuto delle immagini grazie alla mia Canon EOS D400 Digital.

Siviglia- Alacazar 8
Siviglia
 
Siviglia è certamente una della città più affascinanti della Spagna e per me sintetizza tutte le tradizioni spagnole in un colpo solo: il flamenco (nato nei vicoli del Barrio gitano di Triana), la corrida (qui c’è la Plaza de Toros forse più antica di tutta la Spagna), la passione per il succulento Jamon Serrano (Jabugo è qui a due passi), le tapas come stile di vita, la vita animata nelle strade.
Tre sono i monumenti imperdibili: la Cattedrale, la Giralda e l’Alcazar. La prima è forse la chiesa più grande del mondo (dentro, tra le numerose cappelle che arricchiscono le navate esterne, si può trovare anche il diploma del Guiness World Record che attesta il primato con tanto di misurazioni dell’altezza, larghezza e lunghezza)
Siviglia-Cattedrale 27
Al di là delle dimensioni è davvero una chiesa gotica bellissima. A mio giudizio meritano una menzione particolare: il mausoleo di Cristoforo Colombo, realizzato nel 1902 e di cui ancora non esiste certezza che dentro vi siano davvero i resti del grande navigatore (pensate che analisi del DNA hanno confermato che i resti sono di Colombo…ma le stesse analisi sembra abbiano dato simile conferma in altro luogo in cui esiste un’altra tomba di Colombo: a Hispaniola nella Repubblica Dominicana);
Siviglia-Cattedrale 12
l’enorme Pala in legno d’orato della Capilla Mayor, forse la pala d’altare più grande al mondo con più di mille figure bibliche scolpite,
Siviglia-Cattedrale 17
ed il giardino degli aranci con i suoi 66 alberi d’arancio profumatissimi ai piedi della Giralda, la torre simbolo di Siviglia, minareto della vecchia moschea sulla quale la stessa cattedrale è stata costruita.
Siviglia-Cattedrale-Giardino Aranci 5
Siviglia-Giralda 3
Uscendo dalla Cattedrale, attraversando Plaza del Triunfo si accede all’Alcazar, vecchia residenza nel X secolo dei governatori musulmani e successivamente divenuta residenza reale spagnola (lo è tutt’ora). E’ un tripudio di archittettura “mudejar” con minuziosissime decorazioni in gesso tipiche della cultura araba. Tra tutti è il Palacio di Don Pedro, quello che a mio giudizio vale da solo il prezzo del biglietto. Assolutamente da non perdere.
Siviglia- Alacazar 9
Siviglia- Alacazar 13
Siviglia- Alacazar 17
Siviglia- Alacazar 30
Ma passiamo agli aspetti “culturali” che più mi preme trasmettervi, quelli gastronomici. Tra i posti visitati, i miei suggerimenti si rivolgono a in particolare a:

Meson Cinco Jotas (Calle Castelar 1), la mecca per gli appassionati del prosciutto. In particolare da assaggiare è la “racion” di Jamon 5J (per me il migliore jamon iberico in circolazione) e poi sbizzarritevi con le tapas, tutte buonissime (cana del lomo, queso manchego, berenjemas in salmorejo, croquetas de jamon,…).
Di fronte al locale si trova anche una friggitoria di pesce (El Arenaldove si può mangiare dell’ottimo pesce fritto (calamari, baccalà, uova di merluzzo, gamberi,…) venduto a peso (un quarto di chilo, un chilo) in familiari “coppi” di carta.
Siviglia-5J2
Sivilglia - Walkaround 5
Non lontano dalla Meson Cinco Jotas, sempre nel Barrio El Arenal, in calle Arfe 32, si trova l’Infanta, che funziona sia come ristorante che come bar tapas. Noi abbiamo mangiato al ristorante. La cucina è molto buona, il servizio ottimo, l’ambiente tende ad essere più sofisticato rispetto al tipico locale andaluso. Noi abbiamo gustato come antipasto Huevos Estrellaos (uova strapazzate con patate) e Revuelto de Bacalao con cruijente de yuca (un tortino squisito di baccalà e uova…buonissimo) e come piatto principale baccalà alla piastra (Lomo de Bacalao a la Plancha) e agnello al forno (Brazuelo de Cordero asado). Il tutto annaffiato con un Ribera del Duero (Matarromera Reserva 2004). Per concludere degnamente la cena abbiamo assaggiato un buonissimo dessert di cioccolato (Chocolate en dos texturas con nueces caramelizadas) accompagnato naturalmente da uno Sherry Oloroso dolce.

Se invece volete andare per tapas, due posti da non perdere sono la Bodega Santa Cruz, in Calle Rodrigo Caro, in pieno Barrio de Santa Cruz, a due passi dalla Giralda. Qui c’e da sbizzarrirsi, tuffatevi dentro, dopo neanche 10 secondi un cameriere vi urlerà “Digame!” in mezzo a centinaia di persone. Voi buttatevi, non avete che scegliere: tapas o montaditos (panini) alla tortilla, al prosciutto, al formaggio… ce n’è per tutti i gusti. Un’altro “must” per le tapas è la Bodega Los Coloniales in Calle Dormitorio all’angolo con Plaza Cristo de Burgos. Qui le tapas sono decisamente diverse. Porzioni molto generose a prezzi molto convenienti. Noi abbiamo preso il Churrasco di maiale (nonostante nel menù fosse scritto Sirloin Steak…ma il cameriere insisteva che Sirloin era appunto maiale!), melanzane fritte con miele, peperoni marinati (pimientos alinados), maiale alla Castigliana (solomillo a la castellana) con funghi, bacon e patate…tutto buonissimo…non di certo leggerissimo!!!!
Segue una carrellata di scatti passaggiando per le strade di Siviglia.
Siviglia - Plaza de Espana 4
Siviglia - Plaza de Toro 1
Siviglia - Torre del Oro 1
Sivilglia - Fabrica Real de Tabacos 5
Sivilglia - Walkaround 21
Sivilglia - Walkaround 18
Infine una curiosità: l’intera città è tappezzata del simbolo “NO8DO” (vedi foto). E’ dappertutto: nei manifesti, nei tombini, nelle targhe… dopo tante ricerche alla fine siamo riusciti a scoprire l’arcano. Pare che si riferisca al fregio fatto come dono da Alfonso X nel 1283 per ringraziare la città che lo aveva difeso contro il figlio Sancho in una delle guerre di successione. L’8 è una “Madeja” (un rocchetto di filo in castigliano) per cui il simbolo si legge “NO-MADEJA-DO” cioè “NO ME HA DEJADO” (Non mi ha abbandonato)…ma sembra questa sia solo una delle tante spiegazioni…forse quella che piace di più ai sivigliani
Sivilglia - Walkaround 17
Granada

 
Granada è soprattutto l’Alhambra, la splendida fortezza dalle mura rosse con la Sierra Nevada sullo sfondo, residenza della dinastia dei Nasridi nel XIII e XIV secolo. Noi non abbiamo avuto problemi a visitarla, ma se vi capita di andarci durante i periodi estivi occorre prenotare in anticipo perché il numero di visitatori giornalieri è limitato (noi stessi avevamo un orario prestabilito per visitare la cosa più bella dell’intero comprensorio: il Palacio Nazaries). Sono 3 le cose da vedere dentro l’Alhambra: l’Alcazaba (la cittadella), il Palacio Nazaries (ricorda molto Alcazar di Siviglia, ma molto più grande e con un impressionante spettacolo di giochi d’acqua, essenziale nell’architettura araba) ed il Generalife, i giardini, una bellissima composizione di laghetti artificiali e sentieri fatti da siepi tagliate in modo impeccabile. Qui di seguito alcuni scatti di questa bellissima escursione.
Granada - Alhamabra 2
Granada - Alhamabra - Palacio Nazarìes 26
Granada - Alhamabra - Generalife 4
Granada - Alhamabra - Generalife 8
Granada - Panoraminca 5
Granada - Panoraminca 6
Jerez, Cadiz e Gibilterra
 
Procedendo da Siviglia verso sud attraverso l’Autopista 4 (AP4) si arriva nella provincia di Cadiz, tra le provincie più antiche della Spagna (Cadiz stessa si pensa sia stata fondata dai Fenici). Prima di arrivare a Cadiz si passa da Jerez de la Frontera, una delle 3 città simbolo del famoso Triangolo dello Sherry (le altre sono Sanlucar de Barrameda e Puerto de Santa Maria…da cui partì Colombo in uno dei suoi famosi viaggi). Di Jerez potrò raccontare solo della mia veloce visita in una delle tante bodegas. Noi in particolare siamo stati da Alvaro Domecq, piccola bodega, ultima rimasta di proprietà della famiglia Domecq dopo la cessione di tutte le attività Pedro Domecq alla Allied Lyons nel 1994 dando vita alla multinazione Allied Domecq. Pagando 8 euro a testa abbiamo avuto la possibilità di visitare le cantine e fare anche una degustazione di 3 tipologie di Sherry: Fino, Oloroso secco ed Oloroso dolce.
Jerez - Bodega Alvaro Domecq 4
Jerez - Bodega Alvaro Domecq & Vale 2
Proseguendo per l’AP 4 siamo arrivati a Cadiz. Cadice è una città particolarissima.
Ventosissima innanzi tutto, si trova su un vero e proprio lembo di terra a cui si accede attraverso un grande ponte. E’ una tipica città portuale, che in passato ha vissuto momenti di grande splendore quando è divenuta il centro del commercio spagnolo con le colonie americane. Merita decisamente una visita la cattedrale con la sua cupola gialla e soprattutto la Torre de Poniente da cui si può ammirare tutta la città.
Cadiz - Cattedrale 3
A pranzo ci siamo fermati in un ristorante molto caldeggiato dalla guida Lonely Planet (El Aljibe in calle Plocia 25)…ma devo dire onestamente ci aspettavamo molto di più. Le tapas sono soprattutto a base di pesce e verdure (brochetas de verduras con salsa guacamole; gratinado de vieras y langostinas che poi si è rivelata essere una cappasanta gratinata con besciamella e gamberi ecc…).

Prima di proseguire verso Gibilterra, abbiamo fatto un salto sulla spiaggia atlantica di Cadiz (Playa de la Caleta) ai cui estremi ci sono il Castillo de Santa Catalina (vedi foto) ed il Castillo de San Sebastian.
Cadiz - Playa de la Caleta 5
Ultima tappa di questo magnifico viaggio è forse quella più kitsch: Gibilterra ovvero una delle due colonne d’Ercole con l’imponente Rocca a strapiombo sul mare (l’altra è Jebel Musa in Marocco…notare l’origine del nome è simile: Jebel Tariq cioè montagna di Tariq).
Gibraltar - La Rocca (Colonna d'Ercole)
Questo è un posto davvero bizzarro: in un epoca di unione europea, si fanno anche 40 minuti di fila in auto per passare il confine. Una volta entrati, si attraversa letteralmente la pista dell’aeroporto per arrivare alla città (immagino cosa deve succedere quando parte o arriva un aereo). La città può essere tranquillamente una piccola cittadina della cornovaglia con tanto di Bobbies e Cabine telefoniche britanniche. Anche la moneta è la sterlina di Gibilterra…l’euro qui neanche lo vogliono vedere (io ho girato un quarto d’ora per cambiare i soldi e poter parcheggiare!). Infine gli abitanti: passano da un inglese rigorosamente britannico allo spagnolo più stretto con una disinvoltura incredibile…peccato, a causa del mal tempo, non siamo riusciti a vedere altri abitanti ancor più singolari della penisola: le bertucce di Gibilterra. In estrema sintesi: posto originale, atmosfera molto da nuova San Marino o Andorra…non certamente il posto per cui tornerei in Andalusia. Tuttavia per me è un posto mitico perché in questi mari gelidi e con correnti fortissime noi Italiani nella seconda guerra mondiale abbiamo portato a termine una delle vittorie più entusiasmanti della storia della marina militare. Qui infatti il 20 settembre 1941 il comandante Junio Valerio Borghese con il suo sommergibile Scirè dopo due tentativi andati a vuoto riuscirono ad affondare due piroscafi ed una petroliera miltare. Per la prima volta una roccaforte della marina inglese veniva violata, preparando quella che poi sarebbe diventata la madre di tutte le vittorie della marina italiana: l’affondamento della nave da battaglia Valiant e dell’ammiraglia Queen Elizabeth nel porto di Alessandria di Egitto 3 mesi dopo, sempre ad opera della Decima Flottiglia MAS di Borghese.
Gibraltar - Walkaround 2

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